Uomini & Business

Il blog della rivista "Uomini & Business"

Tobin Tax, Bonino: \”Da Sarkozy solo propaganda\” – Quotidiano Net

Tobin Tax, Bonino: \”Da Sarkozy solo propaganda\” – Quotidiano Net

viaTobin Tax, Bonino: \"Da Sarkozy solo propaganda\" – Quotidiano Net.

lunedì, 30 gennaio 2012 Pubblicato da | Generale | Lascia un commento

La signora Merkel ci ha trattati a pesci in faccia, ma aveva ragione lei, e torto i nostri politici | Giuseppe Turani | Rubriche | Tiscali Finanza

La signora Merkel ci ha trattati a pesci in faccia, ma aveva ragione lei, e torto i nostri politici | Giuseppe Turani | Rubriche | Tiscali Finanza

viaLa signora Merkel ci ha trattati a pesci in faccia, ma aveva ragione lei, e torto i nostri politici | Giuseppe Turani | Rubriche | Tiscali Finanza.

lunedì, 30 gennaio 2012 Pubblicato da | Generale | Lascia un commento

I tagli con l\’\'accetta e la speranza di normalità – Quotidiano Net

I tagli con l\’\'accetta e la speranza di normalità – Quotidiano Net

viaI tagli con l\'\'accetta e la speranza di normalità – Quotidiano Net.

sabato, 28 gennaio 2012 Pubblicato da | Generale | Lascia un commento

UN MONTI ESAGERATO

di Giuseppe Turani

Forse Cristine Lagarde, direttrice del Fondo monetario inter­nazionale, ha esagerato un po’ quando ha detto che o nel 2012 si dà una bella raddrizzata all’economia mondiale o si precipita in una crisi tipo anni 30, con milioni di disoccupati da tutte le parti. Però va detto che la crisi attuale (solo leggermente più lieve di quella anni 30) va avanti ormai da quattro anni e non se ne vede la conclusione.

Un intero continente, l’Europa, sembra in balìa di se stesso insieme alla sua moneta e non riesce a crescere (quest’anno andrà addirittura in recessione). E anche dall’altra parte dell’Atlantico non tira un’aria straordinaria: un passo avanti e uno indietro. L’unico luogo del pianeta in cui le cose vanno bene è l’Asia: paghe minime, maxi orari di lavoro, niente welfare, come nell’Ottocento. E la cosa dovrebbe far pensare: l’unico “modello” che oggi sembra funzionare è il modello che tutti respingiamo e che consideriamo superato dalla sensibilità moderna.

Se poi dai maxi-sistemi, scendiamo alle cose italiane il quadro è ancora più pieno di ombre (anche se ieri lo spread sui Bund tedeschi, per la prima volta, è andato sotto quota 400: un buon augurio?). Tutte le fonti indipendenti dicono che si va in recessione quest’anno e l’anno prossimo. Nel 2012 si va giù dell’1,5-2 per cento (che è una bella botta) e nel 2013 solo dello 0,3 per cento, ma sempre giù. Dopo, dal 2014 in avanti, si dovrebbe tornare a crescere, ma di poco: grosso modo l’1 per cento all’anno. In più c’è la questione dell’indebitamento così grande da essere paralizzante, della pressione fiscale ormai eccessiva, e dei disoccupati che non si riesce a far diminuire (e che nel 2013 potrebbero arrivare alla quota record del 10 per cento).

Queste sono le previsioni correnti sulla base di quello che è oggi l’Italia: un paese soffocato dalle sue corporazioni, dal fatto che tutti sono pieni di diritti non negoziabili, e da una produttività che è sempre quella.

Ma le cifre appena date sono anche il ritratto di un paese sostanzialmente bloccato, immobile, che quando poi si alza un po’ di vento, va “sotto”, in recessione.

E quindi fanno bene i partiti e le forze sociali a voler discutere con Mario Monti delle varie riforme e di tutto il resto. Ma dovrebbero anche aver presente il ritratto dell’Italia appena fatto: il ritratto di un paese che, così com’è, è bloccato e può solo vedere aumentare i suoi disoccupati e diminuire il suo benessere.

La situazione è talmente disperante che verrebbe voglia di dire che qualsiasi cosa è meglio di “questo”. Qualsiasi. Siamo come chiusi dentro una scatola d’acciaio: e bisogna romperla. Qualcuno si farà male, ma le pareti devono saltare se vogliamo avere un po’ di futuro.

Monti e i suoi hanno cominciato a tirare colpi sulle pareti. Lasciamo che vadano avanti. Se ci saranno eccessi, poi si potrà rimediare. Ma adesso non si bisogna aver paura del troppo nuovo. Anzi. Vasco Rossi cantava “Voglio una vita esagerata”. Ecco, noi dobbiamo volere un Monti esagerato, che ci porti lontano dall’Italia corporativa e ingabbiata che ci sta soffocando.

(Dal “Quotidiano Nazionale” del 25 gennaio 2012)

mercoledì, 25 gennaio 2012 Pubblicato da | Generale | Lascia un commento

La crisi finanziaria è grave, ma i politici italiani chiedono la luna | Giuseppe Turani | Opinioni | tiscali.notizie

La crisi finanziaria è grave, ma i politici italiani chiedono la luna | Giuseppe Turani | Opinioni | tiscali.notizie

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martedì, 17 gennaio 2012 Pubblicato da | Generale | Lascia un commento

Il club della tripla A: in tutto il mondo sono rimasti in 12

Il club della tripla A: in tutto il mondo sono rimasti in 12

viaIl club della tripla A: in tutto il mondo sono rimasti in 12.

lunedì, 16 gennaio 2012 Pubblicato da | Generale | Lascia un commento

Quelle verità scomode e le comode bugie di EUGENIO SCALFARI – Repubblica.it

Quelle verità scomode e le comode bugie di EUGENIO SCALFARI – Repubblica.it

viaQuelle verità scomode e le comode bugie di EUGENIO SCALFARI – Repubblica.it.

domenica, 15 gennaio 2012 Pubblicato da | Generale | Lascia un commento

L\’anno prossimo torna la politica: i mercati hanno paura del ritorno di Berlusconi, Bersani, Casini e gli altri | Giuseppe Turani | Rubriche | Tiscali Finanza

L\’anno prossimo torna la politica: i mercati hanno paura del ritorno di Berlusconi, Bersani, Casini e gli altri | Giuseppe Turani | Rubriche | Tiscali Finanza

viaL\’anno prossimo torna la politica: i mercati hanno paura del ritorno di Berlusconi, Bersani, Casini e gli altri | Giuseppe Turani | Rubriche | Tiscali Finanza.

martedì, 10 gennaio 2012 Pubblicato da | Generale | Lascia un commento

BATTAGLIE EPOCALI

di Giuseppe Turani

Il 29012 sarà un anno di recessione. In proposito ci sono pochi dubbi. La previsione governativa (molto prudente) parla di una diminuzione del Pil dello 0,4-0,5 per cento. La Confindustria si spinge fino all’1,6 per cento di calo. Altri arrivano a pronosticare una recessione del 2 per cento. Il governo di Mario Monti è impegnato a ridurre il “negativo” del 2012 ai minimi termini, ma non ha soldi. Anzi: ha dovuto aumentare la pressione fiscale fino al 45 per cento (una delle più alte al mondo) per mettere in sicurezza i conti. Con ciò aggravando la recessione già annunciata.

Per combattere la recessione, quindi, resta poco. O, meglio: niente di niente. E’ come andare in guerra disarmati e con le braccia legate. Allora non resta che piegarsi all’inevitabile? No. Qualcosa si può fare. Sopratutto si possono fare due cose: liberalizzazioni e mercato del lavoro. Ma saranno due battaglie epiche.

Fare delle liberalizzazioni significa introdurre elementi di concorrenza nel sistema e maggior concorrenza significa maggior efficienza, maggior competitività. Solo che non basta liberalizzare i taxi, gli orari dei negozi e le farmacie. Questa volta, visto che siamo in emergenza, le liberalizzazioni devono essere una sorta di tsunami sulla società italiana. Tutto ciò che non ha ragioni per essere “protetto” va liberalizzato. E, finalmente, si potrebbe introdurre una riforma, a costo zero, che si attende da sessant’anni: l’abolizione del valore legale del titolo di studio. In modo da chiudere per sempre la disperata caccia al “pezzo di carta”, con la conseguente pretesa di avere un posto (e una retribuzione) adeguati. Ognuno varrà per quel che sa fare e non perché all’università di Topolinia è riuscito e strappare una laurea.

L’altro punto è il mercato del lavoro. Probabilmente la cosa più arcaica e meno efficiente che ci sia in Italia. La mia opinione è che vada raso al suolo l’attuale diritto del lavoro e sostituito con qualcosa di più moderno e efficiente. Basta con tutti gli scompartimenti stagni di oggi. E si potrebbe pensare seriamente di abolire anche la cassa integrazione (che lega il lavoratore a un’azienda, magari già decotta e moribonda), sostituendola con una più moderna indennità di disoccupazione. E così via.

Ma qui il governo troverà l’ostilità dei sindacati, strenui difensori dell’esistente, conservatori fra i più tosti.

Infine, la Casta, che finora non ha dato niente al nuovo corso. Bisognerebbe tagliarla almeno della metà. Che cosa ci fanno tutto il giorno 80 consiglieri regionali in Sardegna? E più di 300 senatori a Palazzo Madama (l’America se la cava con 100). E perché la Sicilia deve avere dieci volte i dipendenti del Veneto? E perché abbiamo più di un milione di persone che vivono di politica? Distribuiti su sei livelli di rappresentanza (quartiere, comune, comunità montane, province, regioni e nazionale).

Non è meglio se vanno a fare pizze?

(Dal “Quotidiano Nazionale” del 3 gennaio 2012)

martedì, 3 gennaio 2012 Pubblicato da | Generale | Lascia un commento

LA PROVA DEL NOVE

di Giuseppe Turani

Oggi sarà il giorno della verità per il governo di Mario Monti e dei suoi tecnici. Ci sarà infatti l’asta di bond (a tre e dieci anni) e bisognerà vedere se il forte ribasso dei tassi di interesse che si è visto ieri (crollato al 3,25 per cento) sarà confermato oppure no. Nel tardo pomeriggio di ieri, infatti, lo spread con i bund tedeschi era risalito a quota 510 (dopo essere sceso vicino a 480). Insomma, l’asta di oggi sarà un po’ la prova del nove della manovra fatta fin qui.

Ma poi ci sarà Mario Monti in persona in conferenza stampa. Da lui ci si aspetta un bilancio su come sono andate le cose fino a oggi, ma soprattutto, ci si aspetta che illustri le prossime mosse. Cioè le manovre per la crescita. Ieri il consiglio dei Ministri ne ha parlato per tre ore, ma non sono uscite indiscrezioni.

Si sa solo che di soldi, come è ovvio, non ce ne sono e quindi si tratterà più che altro di manovre “a costo zero”. Manovre, però, che potrebbero essere molto importanti e molto decisive.

Secondo le indiscrezioni girate neri giorni scorsi le cose nell’agenda di Mario Monti dovrebbero essere queste:

1- Liberalizzazioni. E qui ci sono i taxi e le farmacie (non molto importanti), ma anche le professioni (che invece sono strategiche), l’energia e i servizi locali (trasporti, acqua, ecc.). In sostanza, le liberalizzazioni a cui il governo sta pensando dovrebbero avere il compito di aumentare la concorrenza e quindi di fornire servizi ai cittadini a prezzi più bassi. In una parola, si tratterebbe di aumentare l’efficienza complessiva del sistema.

2- La seconda grossa riforma dovrebbe riguardare il mercato del lavoro, oggi un po’ troppo ingessato e un po’ troppo “favorevole” a coloro che sono già occupati in modo stabile (a tempo indeterminato) presso qualche azienda. La riforma dovrebbe puntare a rendere più facile sia l’ingresso nel lavoro che l’uscita dalle aziende (in caso di crisi). E anche questo dovrebbe dare una spinta a un sistema produttivo un po’ in difficoltà.

3- In più, dovrebbero esserci misure per revisionare il catasto per renderlo più adeguato ai valori reali. E anche lo sblocco di lavori pubblici di una certa consistenza (anche oltre 10 miliardi di euro).

Il governo Monti ci ha abituati a delle sorprese e quindi non è escluso che anche oggi possa riservarcene qualcuna.

Le misure che saranno illustrate non saranno, però, di realizzazione immediata. Un po’ perché richiedono tempo (sono in lista d’attesa da qualche decennio), ma sopratutto perché su alcune di esse si sono già appuntate le osservazioni dei sindacati (molto contrari alla riforma del lavoro) e delle forze politiche maggiori che vorrebbero probabilmente misure più morbide.

Oggi, insomma, l’Italia (e Monti) si giocano una partita importante. L’andamento dell’asta dei bond dirà se abbiamo guadagnato qualche punto di considerazione sui mercati. La conferenza stampa di Monti ci dirà se stiamo finalmente per vedere qualche riforma importante oppure no.

(Dal “Quotidiano Nazionale” del 29 dicembre 2011)

giovedì, 29 dicembre 2011 Pubblicato da | Generale | Lascia un commento

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