di Daniela Braidi
Dopo la crisi dei mutui, l’Ocse ha abbassato dal 2,7% al 2,6% le stime 2007 per la zona euro (dal 2% all’1,8% quelle per l’Italia) e dal 2,1% all’1,9% quelle per gli Usa. Domani si riunisce la Bce e dovrebbe decidere di lasciare i tassi invariati al 4%. La Bce rilascerà anche le nuove previsioni economiche che secondo gli esperti di Goldman Sachs saranno riviste al ribasso rispetto a giugno scorso: dal 2,6% al 2,5% per quest’anno e dal 2,3% al 2,2% per il prossimo (contro il 2,9% del 2006). Verrà confermata l’inflazione al 2% quest’anno e rivista dal 2% all’1,9% quella per il 2008.
“Pensiamo che la Bce veda ancora la necessità, dal punto di vista macroeconomico, di tassi più alti. Nonostante la sorprendente debolezza del Pil del secondo trimestre (+0,3% sul trimestre precedente, rispetto al +0,7% del primo trimestre), i dati di questi ultimi mesi – sottolineano gli esperti di Goldman Sachs – sono coerenti con una crescita che resta sopra il potenziale. Inoltre, non ci sono segnali che le pressioni inflazionistiche interne hanno iniziato ad allentarsi”.
Detto questo, però, la crisi dei mutui – osservano ancora gli stessi analisti – ha portato due conseguenze che la Bce non può ignorare: 1) Molto probabilmente la Fed taglierà i tassi nella prossima riunione del 18 settembre; 2) è emerso che le banche europee sono più esposte del previsto ai mutui subprime di quanto precedentemente pensato. L’ulteriore deterioramento del mercato degli ultimi giorni – e la probabile liquidità addizionale – suggeriscono pertanto che la Bce finirà per decidere di lasciare i tassi invariati giovedì. “Questa ci pare la cosa migliore da fare dal momento che non c’è nulla da perdere nell’aspettare”.
Di fondo – concludono gli economisti di Goldman Sachs - crediamo che il deterioramento del mercato che ha condotto la Bce a iniettare sul mercato 100 miliardi di liquidità il 9 agosto, non cambia le intenzioni della Bce di alzare i tassi. Piuttosto, la Bce vorrà monitorare il mercato attentamente e prendere la sua decisione solo all’ultimo. “Continuiamo però a pensare che la Bce si lascerà la porta aperta per alzare i tassi al 4,25%, magari nella riunione di ottobre o entro la fine dell’anno se l’attuale scossa dei mercati terminerà senza gravi implicazioni per il sistema finanziario e, quindi, per l’economia”.



0 Risposte a “Il dilemma della Bce”