di Daniela Braidi
Oltre che per i loro risparmi, gli inglesi farebbero bene a preoccuparsi anche per la loro economia. Il paese di sua Maestà ha un indebitamento maggiore di quello degli Stati Uniti, ha un mercato immobiliare più sopravvalutato di quello americano, ha tassi d’interesse reali più alti di quelli Usa e ha una banca centrale, la Bank of England (BoE), più aggressiva e meno duttile della Federal Reserve.
Non c’è da stupirsi se nel report giornaliero gli esperti di Credit Suisse confidano: “Continuiamo a essere più preoccupati per l’economia inglese che per qualsiasi altro paese del G7”. Tanto più che da alcuni studi risulta che nell’ultimo mese i prezzi delle abitazioni in Inghilterra sono scesi in maniera significativa, mentre la crescita delle entrate disponibili è stata nulla a fronte di una propensione al risparmio bassissima, di appena il 2 per cento.
Gli stessi analisti hanno intanto tagliato le stime di crescita per il prossimo anno dell’economia inglese, portandole dal 2,8 al 2,3 per cento. Un valore comunque superiore al 2,1 per cento indicato dal consensus di settembre e che conferma la brusca frenata in arrivo in Inghilterra, dove quest’anno l’economia dovrebbe comunque crescere del 2,8 per cento.
Gli analisti prevedono anche un progressivo allentamento dei tassi di interesse da parte della BoE, che dal 5,75 per cento attuale dovrebbe accompagnare il costo del denaro al 5,25 per cento entro marzo 2008. Uno scenario di allentamento dei tassi era impensabile fino a qualche settimana fa. L’attenzione passa quindi alla prossima riunione della BoE, fissata per il 4 ottobre.
Le prossime settimane saranno dunque di intenso lavoro per il governatore della Banca d’Inghilterra (BoE), Marvin King. Già finito nell’occhio del ciclone per le critiche emerse in merito alla gestione della crisi di credibilità e di solvibilità della Northern Rock, l’ottava banca del paese travolta dalla tempesta dei mutui americani, King ha ottenuto oggi piena fiducia nel suo operato da parte del premier britannico Gordon Brown. Una fiducia però, osservano alcuni operatori, che nei prossimi mesi King dovrà dimostrare di aver meritato.



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