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Archivio per febbraio 2012

L’ITALIA DEI PRIVILEGI

mercoledì, 29 febbraio 2012 Lascia un commento

di Giuseppe Turani

Per anni ci hanno spiegato che la “società civile” era meglio della politica. E forse era vero. Ma rimane il fatto che ogni volta che si va a toccare con mano questa benedetta “società civile” si fanno due scoperte: la prima è che non è tanto meglio della politica e la seconda è che con la politica ha legami molto stretti, quasi indistruttibili. La vicenda della liberalizzazione dei taxi è significativa. Si era partiti con l’idea che il numero delle licenze, città per città, sarebbe stato deciso da un’autorità nazionale indipendente.
Ma nel giro di qualche giorno questo meccanismo, semplice e lineare, si è trasformato e complicato in un modo assurdo e alla fine a decidere saranno sempre i sindaci. Cioè i soggetti più vicini e più influenzabili da taxisti. A ottenere questo risultato hanno lavorato (intensamente) gli “amici” della categoria in Parlamento.
Se questo accade per un pezzo di società civile che conta poche migliaia di persone in tutta Italia e che ha qualche presenza significativa in meno di dieci città, si può immaginare il resto.
Questo episodio ci fa toccare con mano quanto sia difficile rendere un po’ più moderno il paese. Se le “piccole” liberalizzazioni (come quella dei taxi) vengono bloccate in Parlamento, figurarsi che cosa potrebbe accadere con quelle veramente importanti: gas, energia, trasporti, banche, assicurazioni, ecc., dove gli interessi in gioco sono veramente enormi e ben decisi a mettere in campo decenni di relazioni (molto strette) con la politica pur di non farsi battere.
Certo, il governo Monti avrebbe potuto impuntarsi sui taxi e tenere duro. Ma questo governo ha in testa un disegno che va molto oltre i taxisti e probabilmente ha scelto di andare alle partite vere e di non fermarsi a questa delle auto pubbliche.
Rimane, però, un gusto di amaro in bocca. Si poteva immaginare che la politica, dopo gli spaventi appena passati (con lo spread a quota 570) e con i sacrifici appena imposti a tutta la collettività nazionale, avesse uno scatto di dignità e consentisse la liberalizzazione, almeno, dei taxi.
Ma non è stato così. Qualcuno in passato ha detto che in questo paese non si può fare la rivoluzione perché ci conosciamo tutti. Ecco, adesso abbiamo scoperto che non si possono nemmeno liberalizzare davvero i taxi. Sempre perché ci conosciamo tutti. E sempre perché le “amicizie” prevalgono sul buon senso e sulla buona politica.
(Da “Quotidiano Nazionale” del 29 febbraio 2012)

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Idea Monti anche dopo – Quotidiano Net

sabato, 25 febbraio 2012 Lascia un commento

Idea Monti anche dopo – Quotidiano Net

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Basta invocare l\’arrivo di nuovi soldi, se provassimo a spendere meglio quelli che già abbiamo? | Giuseppe Turani | Rubriche | Tiscali Finanza

venerdì, 24 febbraio 2012 Lascia un commento

Basta invocare l\’arrivo di nuovi soldi, se provassimo a spendere meglio quelli che già abbiamo? | Giuseppe Turani | Rubriche | Tiscali Finanza

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Basta invocare l\’arrivo di nuovi soldi, se provassimo a spendere meglio quelli che già abbiamo? | Giuseppe Turani | Rubriche | Tiscali Finanza

venerdì, 24 febbraio 2012 Lascia un commento

Basta invocare l\’arrivo di nuovi soldi, se provassimo a spendere meglio quelli che già abbiamo? | Giuseppe Turani | Rubriche | Tiscali Finanza

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Marchionne: «Le fabbriche italiane si salvano solo se esporteranno in America» – Corriere.it

venerdì, 24 febbraio 2012 Lascia un commento

Marchionne: «Le fabbriche italiane si salvano solo se esporteranno in America» – Corriere.it

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Grecia, è presto per brindare al salvataggio. Reichlin: \”Meglio il fallimento\”. Turani: \”Non ha una economia\” | tiscali.notizie

martedì, 21 febbraio 2012 Lascia un commento

Grecia, è presto per brindare al salvataggio. Reichlin: \”Meglio il fallimento\”. Turani: \”Non ha una economia\” | tiscali.notizie

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Da Mani pulite alle cricche: sarebbe ora che lo Stato la smettesse di farsi derubare | Giuseppe Turani | Rubriche | Tiscali Finanza

domenica, 19 febbraio 2012 Lascia un commento

Da Mani pulite alle cricche: sarebbe ora che lo Stato la smettesse di farsi derubare | Giuseppe Turani | Rubriche | Tiscali Finanza

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ITALIA E GRECIA

giovedì, 16 febbraio 2012 Lascia un commento

di Giuseppe Turani

L’Italia è ufficialmente in recessione e la è Grecia sull’orlo del collasso. Brutta aria nel Mediterraneo. Che cosa sta succedendo? Nessuno può salvare la Grecia. E’ stato calcolato che gli europei (più di 300 milioni) dovrebbero caricarsi sulle spalle 700 euro a testa per pagare i debiti di Atene e consentire quindi a quel paese di ripartire per una nuova vita. Ma non sarebbe una vita semplice comunque (anche ammesso che gli europei vogliano tassarsi per la Grecia). Il dramma di questo paese, a parte gli errori del passato, è che non ha un’economia. In questi anni, invece di costruire qualcosa (delle imprese, delle attività), ha distribuito soldi pubblici (recuperati attraverso l’indebitamento) come stipendi.

E così, anche ammettendo che si trovi un sistema per salvare la Grecia, non si capisce bene di che cosa vivrebbe dopo. E questo è il vero dramma della Grecia. La miseria, insomma, non viene imposta dall’Europa, ma dal fatto che non si è sviluppata un’economia. La miseria, temo, accompagnerà questo paese ancora per molti anni.

L’Italia non è come la Grecia. Bene o male, siamo la seconda potenza manifatturiera d’Europa. In molte attività abbiamo aziende che sono leader nel Vecchio Continente o addirittura leader mondiali. Però sono dieci o quindici anni che non si cresce. E non si cresce perché siamo soffocati da un’immensa cappa burocratica e perché la produttività non aumenta. Anzi, va indietro.

In più, siamo afflitti da 1900 miliardi di debiti, il 120 per cento della ricchezza prodotta in un anno. Adesso, con il governo Monti, siamo impegnati a andare in pareggio entro il 2013, cioè entro l’anno prossimo. Se ci riusciremo, sarà un grosso successo (sono più di cento anni che il nostro bilancio statale è in passivo). Ma nel 2013 il nostro debito sul Pil sarà ancora del 120 per cento. La nostra lunga marcia verso la normalità comincerà a quel punto.

In giro c’è un clima migliore di qualche mese fa. L’America un po’ si muove, la Cina e l’Asia vanno. Ma l’Italia è in recessione e deve tirarsene fuori in fretta. Non ci sono soldi da gettare sul terreno per spingere la ripresa: c’erano ma sono già stati abbondantemente spesi.

Per crescere, quindi, dobbiamo contare solo su noi stessi. Dobbiamo, cioè, fare piazza pulita di tutti i lacci e lacciuoli (compresi quelli sindacali) che imprigionano la società italiana e liberare le forze positive che esistono.

(Dal “Quotidiano Nazionale” del 16 febbraio 2012)

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Monza, il governo Monti chiude i ministeri Calderoli: «Sarà guerra senza quartiere» – Milano

giovedì, 16 febbraio 2012 Lascia un commento

Monza, il governo Monti chiude i ministeri Calderoli: «Sarà guerra senza quartiere» – Milano

viaMonza, il governo Monti chiude i ministeri Calderoli: «Sarà guerra senza quartiere» – Milano.

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La banca pubblica per le piccole imprese: risposta ai tanti critici. Perchè sbagliano | Giuseppe Turani | Rubriche | Tiscali Finanza

mercoledì, 15 febbraio 2012 Lascia un commento

La banca pubblica per le piccole imprese: risposta ai tanti critici. Perchè sbagliano | Giuseppe Turani | Rubriche | Tiscali Finanza

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