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Fiat, il mercato aspetta nuovi partner

di Mariangela Tessa 

Il titolo Fiat ha ancora benzina per correre? E’ la domanda che si fanno gli analisti, dopo che le azioni del Lingotto, inanellando un rialzo dopo l’altro, hanno praticamente raddoppiato il loro valore in Borsa rispetto ad un anno fa,  toccando i massimi dell’anno a 24,09 euro (il 13 luglio, +45% da gennaio). Una performance stellare,se si pensa che poco più di due anni fa le azioni della casa automobilistica torinese si muovevano intorno ai 5 euro.  La questione intorno alla quale gli osservatori finanziari si interrogano, a questo punto della storia, è la seguente: cosa tirerà fuori dal cappello Sergio Marchionne, numero uno della Fiat nonché artefice della riscossa del Lingotto, per stupire ancora il mercato?  

Per Ubs è scontato che, quest’anno, il gruppo torinese riuscirà a mettere a segno una crescita superiore agli obiettivi già annunciati. Una revisione al rialzo – dicono – arriverà già con la diffusione dei conti del terzo trimestre. Questo tuttavia non sembra sufficiente per spingere avanti ancora il titolo. Un 2007 superiore alle attese, così come un 2008 altrettanto brillante – fanno notare –  sono notizie positive, ma già incorporate nei prezzi attuali. La notizia che, invece, potrebbe dare una nuova e consistente spinta in avanti al titolo è quella di nuove acquisizioni o partnership nel 2009.  In attesa di capire cosa succederà su questo fronte, gli esperti della banca americana consigliano al momento di adottare un atteggiamento cauto nei confronti delle azioni del gruppo, abbassando il rating a neutral (dal precedente buy) con un target price confermato a 24 euro.  

 Decisamente più ottimisti circa le potenzialità di rialzo del Lingotto sono invece gli esperti americani di Jp Morgan. Dopo i brillanti risultati del secondo trimestre, la banca d’affari americana continua a mostrarsi ottimista sul futuro di Fiat a piazza Affari, vedendo 30 euro un target alla portata di mano. Non solo. Jp Morgan arriva ad ipotizzare che le azioni della casa automobilistica torinese potrebbero toccare quota 40 euro, in uno scenario che passa attraverso lo spin-off di Fiat Auto, mossa più volte esclusa dal management, acquisizioni per 8 miliardi di euro e la cessione di Ferrari, ipotesi comunque mai contemplata dal Lingotto”.